lunedì 21 luglio 2008

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lettera alle redazioni

Roma 18 luglio

Una stazione di Servizio nella porta d’accesso del Parco di Monte Ciocci


Da anni gli abitanti della zona attendono il risanamento e la sistemazione del sistema di verde costituente nella sua interezza il Parco del Pineto (250 ha.), e la cui area più accessibile al pubblico è il Parco di Monte Ciocci (24 ha.), a ridosso della Stazione di Valle Aurelia, importante nodo di smistamento, quotidianamente utilizzato da migliaia di pendolari e turisti.

Il Comune di Roma, sia per le forti pressioni dei residenti, sia per l’improcrastinabile necessità di sistemazione urbanistica del sistema (siamo a quattrocento metri dai palazzi del Vaticano), ha finalmente varato nel 2006 un progetto esecutivo di istituzione ad hoc del Parco di Monte Ciocci, che prevede la porta principale d’accesso all’angolo di via Anastasio II con via De Cristofaro (sito attualmente ridotto ad una discarica e funestato nelle propaggini da rifugi clandestini e da periodici incendi ).

Il progetto è stato più che pubblicizzato, i residenti della zona hanno ricevuto depliants illustrativi, giornali ed emittenti romane hanno ripreso la notizia, il progetto è stato pubblicato sul sito internet: http://www.urbanistica.comune.roma.it/urbaroma/pages/it/citta_verde/parchi_aree/parchi_urbani/monte_ciocci_attuazione/;jsessionid=2A9BC2B83965883CD23E124622704567.cms01

Infine l’Ufficio per Roma Capitale ha rassicurato il nostro Comitato con una lettera riportante le delibere di approvazione del progetto, la copia dettagliata dello stesso che indicava perimetro, funzioni, accessi e quanto altro e, soprattutto, la data di luglio 2007 come inizio lavori.

In tale data sono iniziati dei lavori, proprio in corrispondenza dell’ingresso principale del futuro parco, così come riportato in progetto. Il cantiere, però, non era di fatto dedicato alle opere del parco ma ad una gigantesca Stazione di Servizio proprio all’interno del perimetro del parco deliberato ed illustrato nei depliants. L’equivoco è durato settimane perché l’impresa non aveva esposto all’esterno il cartello di legge ed il personale di cantiere rispondeva invariabilmente che si trattava invece dell’inizio dei lavori del parco.

Nonostante le lettere immediatamente spedite dai cittadini della zona e dal nostro Comitato a tutti gli Uffici Comunali interessati per fermare l’illegittimo proseguimento dei lavori e per avere chiarimenti di una simile incredibile sovrapposizione amministrativa (dobbiamo ricordare anche che una stazione di servizio, ad alto impatto ambientale, è incompatibile con la normativa di applicazione per i parchi urbani, nonché col buonsenso comune), e sia pure a lavori sospesi per un anno, in seguito sono stati scaricati nell’area quattro serbatoi per carburanti, e oggi, da dieci giorni, sono ripresi alacremente i lavori al fine di interrarli. Tali serbatoi, peraltro, si troverebbero in contiguità alla linea del recente tratto della metropolitana A e del soprastante treno per Viterbo, nonché dei palazzi esistenti, con tutti i rischi facilmente immaginabili.

Confidiamo che nel chiedere spazio ai giornali come stiamo facendo in modo che si muova la nuova amministrazione del Comune di Roma per fare luce su questo incomprensibile pasticcio amministrativo che, al di là della delusione di quanti si sono battuti e si battono per la sorte di un polmone di verde di tale importanza per dimensioni ed ubicazione, sembra reiterare il diffuso costume di creare – con la strategia del “fatto compiuto” – un’ingiustizia a danno dei più deboli, che in questo caso sono i residenti, da parte dei più forti, quanto privi di scrupoli ambientali ed urbanistici: in questo caso una delle tante società petrolifere, certamente non famose per la loro attenzione alla salute dei cittadini e per la trasparenza dei metodi utilizzati nel perseguire i maggiori profitti possibili.



giovedì 17 luglio 2008

... ci risiamo...

Dopo un anno esatto dal blocco dei lavori alla stazione API sono riapparse ruspe, trivelle e camion per proseguire come se niente fosse, i lavori interrotti.

G
li abitanti sgomenti sempre in attesa del sofferto spazio verde promesso, vedono sotto i loro occhi lo sventramento dell'area destinata alla porta del Parco.

Prima della riapparsa delle ruspe e co.noi del comitato su pressione dei cittadini preoccupati perchè consapevoli che il cambio dell'Amministrazione Capitolina avrebbe sicuramente portato un ulteriore ritardo alla tanto agognata realizzazione del Parco, all'insediamento del sindaco Gianni Alemanno, abbiamo più volte scritto per ricordargli la situazione. Purtoppo siamo ancora in attesa di un suo riscontro. Confidiamo molto sull'anima verde del nuovo sindaco, e la sua conoscenza di questa situazione potrà favorire al districamento della matassa burocratica che si è creata in questi lunghissimi cinque anni.

Abbiamo però in questi ultimi giorni, avuto un colloquio con i responsabili di Roma Capitale che continuano a rassicurarci che nel progetto approvato definitivamente non esiste la possibilità dell'istallazione della suddetta Stazione di servizio. Noi siamo malgrado tutto ancora fiduciosi di riuscire insieme alla buona volontà espressa dall'Uffico Roma Capitale, a risanare il groviglio creatosi nel rilasciare le licenze che permettono a questi signori di continuare indisturbati nel compimento della loro orribile opera. Nella zona va detto anche che possiamo contare di una forte presenza di stazioni di rifornimento e di una nuova non ne vediamo proprio la necessità. La cosa veramente ridicola è che in barba alle leggi che non ne prevedono più nei centri urbani il loro insediamento. continuano costruzioni di questo tipo.